Lo stilista si è trasferito da Anversa a Venezia con una nuova missione: promuovere moda, arte, design e artigianato

di Serena Tibaldi

Dries Van Noten ha segnato indelebilmente la moda con il suo stile moderno e poetico, e lo ha fatto alla sua maniera. È arrivato al successo da indipendente rimanendolo sempre nei 38 anni di attività. Poi, nel 2024, ha scelto di ritirarsi, ha ceduto il marchio a Puig individuando nel suo braccio destro il successore: in un settore votato all’egocentrismo come questo, fare un passo indietro è cosa rara. Ma il creativo belga ha ancora tanta voglia di mettersi in gioco: proprio oggi ha annunciato che la prossima fase della sua vita sarà a Venezia dove, a Palazzo Pisani Moretta, ad aprile inaugurerà la Fondazione Dries Van Noten. Missione, promuovere moda, arte, design e artigianato. È lui stesso a raccontarlo in esclusiva a Repubblica.

Con il suo compagno Patrick Vangheluwe avete deciso di trasferirvi in Laguna lasciando Anversa. Quale decisione è arrivata prima: la Fondazione o il trasloco?

«Sono nate insieme. Dopo la mia ultima sfilata, l’idea di una fondazione con cui continuare a raccontare la bellezza dell’artigianato è stata naturale. Il caso ha voluto che in quei giorni fossimo ospiti di amici a Venezia: mi sono reso conto di che luogo vivace e pieno di iniziative fosse, e ho voluto farne parte».