Occorre vigilare con rigore affinché le informazioni riservate non siano usate per intimidire, manipolare, ricattare, screditare il servizio di politici, giornalisti o altri attori della società civile".
Non potevano essere più esplicite le parole di papa Leone ricevendo in una udienza inusuale, se non altro poiché è la prima nella storia dei servizi italiani, i dirigenti e funzionari del 'Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica'.
A guidare la delegazione di qualche centinaio di 007, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Vittorio Rizzi. "Lo scambio massiccio di informazioni - ha avvertito papa Prevost - chiede di vigilare con coscienza critica su alcune questioni di vitale importanza: la distinzione tra la verità e le fake news, l'esposizione indebita della vita privata, la manipolazione dei più fragili, la logica del ricatto, l'incitamento all'odio e alla violenza". "Tutto ciò - ha anche sottolineato il Papa - vale pure per l'ambito ecclesiale. Infatti in diversi Paesi la Chiesa è vittima di servizi di intelligence che agiscono per fini non buoni opprimendo la libertà. Questi rischi vanno sempre valutati ed esigono un' alta statura morale in chi si prepara a svolgere un lavoro come il vostro e in chi lo svolge da tempo".






