Roma, 12 dic. (askanews) – Le gravi e ripetute violazioni dei diritti umani che continuano a verificarsi in Myanmar, per ultimo il bombardamento di un ospedale da parte dell’esercito del Myanmar che ha causato la morte di 33 civili tra cui un neonato e il ferimento di altre 80 persone, “impongono all’Unione Europea una riflessione profonda sulla coerenza tra i valori che dichiara di difendere e le scelte che compie in materia di politica commerciale”. Così Coldiretti e Filiera Italia sui recenti sviluppi del conflitto interno, documentati da organizzazioni internazionali indipendenti.

In questo contesto, continuare a garantire accesso preferenziale al mercato europeo attraverso il regime EBA (Everything But Arms) che consente il riso a dazio zero, “solleva interrogativi non più rinviabili”. Il sistema di preferenze tariffarie nasce per favorire lo sviluppo economico e sociale dei Paesi meno avanzati, sottolineano Coldiretti e Filiera Italia, subordinando i benefici al rispetto di principi fondamentali, tra cui la tutela dei diritti umani, delle minoranze e del lavoro. Condizioni che, in Myanmar, risultano sempre più disattese.

Le importazioni di riso a dazio zero “non stanno producendo benefici concreti per le popolazioni locali, né contribuiscono a un percorso reale di crescita economica”. Al contrario, aggiungono le due associazioni, rischiano di alimentare “un sistema produttivo opaco, nel quale trovano spazio pratiche inaccettabili come lo sfruttamento delle minoranze, il lavoro minorile e l’utilizzo di sostanze chimiche vietate da anni nell’Unione Europea”.