Trovare il funding resta la principale sfida per le start-up italiane fintech e Insutech.
È uno degli spunti che emerge dalla ricerca dell'Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano presentata nel corso del convegno “Fintech & Insurtech: molto più di ciò che appare”.
La fotografia presenta un settore in crescita con 202 milioni di euro raccolti nel 2025 e ricavi mediani pari a 700 mila euro e il 46% delle startup che ha già raggiunto il break-even, ma ancora con delle sfide aperte.
Prime fra tutte, come si diceva il funding. Il 42% è in fase di ricerca attiva di capitale, ma il mercato è fortemente polarizzato. Da un lato, il 9% ricerca grandi round, superiori ai 5 milioni di euro, per rafforzare la crescita, e in prospettiva diventare unicorno. Dall’altro, la maggioranza (il 63%) punta a chiuderne quanto prima uno di taglia piccola (meno di 2 milioni) per completare lo sviluppo del prodotto e rafforzare gli sforzi commerciali. Il sentiment è comunque positivo: il 62% delle startup italiane guarda con ottimismo ai prossimi 12 mesi e il 73% ai prossimi tre anni.
Ma per emergere la ricerca evidenzia come sarà necessario guardare oltre-frontiera. Oggi il Fintech & Insurtech è un mercato ancora molto "italo-centrico": solo il 32% serve almeno un altro Paese europeo, e solo il 2% dei ricavi è realizzato fuori dall’Italia. L’internazionalizzazione dovrà quindi diventare un must, perché considerata un driver strategico. Ma questo è chiaro anche agli start-upper visto che il 79% dichiara che intende aprire anche all’estero in futuro.







