Il mercato dei farmaci anti-obesità fa gola anche alle industrie farmaceutiche cinesi. Il comparto potrebbe valere circa 150 miliardi di dollari di vendite annuali entro la fine del decennio e potrebbe esserci spazio per molti nuovi attori perché McKinsey stima che tra 25 e 50 milioni di pazienti statunitensi potrebbero utilizzare farmaci “GLP-1 agonisti” entro il 2030. A entrare nella corsa per un posizionamento che assicuri ricavi e utili interessanti è la cinese Ascletis Pharma, le cui azioni sono balzate del 18% sulla piazza di Hong Kong (dopo essere arrivate durante la seduta a +24%), con il maggior rialzo da aprile scorso, dopo che i risultati della sperimentazione del suo farmaco orale per la perdita di peso hanno suggerito un potenziale profilo “best-in-class”. Il titolo da inizo anno ha guadagnato il 421%.

La ricerca di Ascletis

Nel dettaglio la dose più alta del farmaco del gruppo farmaceutico asiatico, ASC30, ha determinato una riduzione media del peso del 7,7% in 13 settimane, al netto dell’effetto placebo. Ascletis ha inoltre evidenziato una tollerabilità migliore rispetto ai farmaci concorrenti, sottolineando che i tassi di vomito sono circa la metà di quelli osservati con l’orforglipron di Eli Lilly, il farmaco orale più avanzato nello stato di sperimentazione nell’ambito dei trattamenti anti-obesità.