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12 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 12:24
di Paolo Gallo
È una scena che colpisce: studenti che contestano una riforma universitaria complessa e divisiva, e una ministra che risponde con espressioni che li etichettano e li svalutano. Il punto non è giudicare l’emotività del momento, ma interrogarsi sul significato istituzionale e sociale di un linguaggio che, da un rappresentante dello Stato, assume un peso simbolico ben più grande di una semplice battuta stizzita.








