«Maria!». La voce di un uomo ha squarciato il rumore della pioggia che batteva sul Mar dei Caraibi, completamente buio. Si udiva appena, tra due barche sballottate da onde alte tre metri.
Sulla barca più piccola, una semplice lancia da pesca, alcune persone agitavano i telefoni come fossero razzi di emergenza. L’imbarcazione più grande si è avvicinata lentamente.
Una figura avvolta in una giacca pesante e un cappellino nero ha alzato le braccia: «Sono io, María».
La leader dell’opposizione venezuelana, María Corina Machado, aveva appena superato la parte più rischiosa della fuga dal Venezuela per raggiungere la Norvegia e ricevere il Premio Nobel per la Pace. Era l’alba di martedì quando il team incaricato di salvarla l’ha trovata finalmente. Parte della scena è stata ripresa in un video visionato dal Wall Street Journal.
Per tre ore, Machado e il suo gruppo erano rimasti alla deriva nel Golfo del Venezuela: il GPS era caduto in acqua a causa del mare agitato e il dispositivo di riserva non funzionava. Non riuscendo a raggiungere il punto d’incontro prestabilito, erano scomparsi nel buio, costringendo la squadra di recupero a cercarli nelle acque pericolose.












