E spiega che «la mia maggiore preoccupazione è l'indipendenza della magistratura». Poi aggiunge: «Il cuore della riforma costituzionale non è la separazione delle carriere ma lo smembramento del Csm, la mortificazione dei componenti togati del Csm e l'impossibilità del Csm di garantire l'indipendenza dei giudici». Contrario alla riforma è invece il Costituzionalista Gaetano Azzariti. La riforma sottoposta a riforma, spiega, «aprirebbe una fase di forte incertezza e confusione a scapito di una necessaria e urgente esigenza di certezza». Favorevoli sono invece Antonio Di Pietro e Sabino Cassese. L’ex pm di Mani Pulite osserva: «Voterò sì perché mi piace guardare la norma per quel che è e non per chi l'ha presentata». E aggiunge: «Sono qui perché ho vissuto le mie esperienze da magistrato e ho subìto la simbiosi tra pm e giudice». Secondo il Presidente Emerito della Consulta, invece, il primo motivo per votare sì alla riforma è che «la giustizia prevede un equilibrio "tripolare". C'è un'accusa, c'è una difesa e c'è un giudice. Occorre che vi sia una separazione tra i ruoli e quindi è necessario che in questo equilibrio tripolare non vi sia un legame tra chi accusa e chi giudica». Sul piano parlamentare, si sono contrapporti Debora Serracchiani del Pd e Alberto Balboni di Fratelli d’Italia. Secondo l’esponente dem, la riforma va a colpire «l’autonomia e l’indipendenza della magistratura».