Nei primi 11 mesi dell’anno i vigili urbani hanno sequestrato nell’area circa tremila articoli oggetto di vendita illegale, a cui si aggiunge il sequestro di oltre sei tonnellate di generi alimentari e di 38 metri cubi di ciarpame e materiale vario derivante da attività di rovistaggio. E sono state sinora più di 300 le attività commerciali controllate, con 130 illeciti accertati nel quartiere. L’altro ieri, invece, il blitz interforze nell’area del Mercato Esquilino, coordinato dal questore, Roberto Massucci, ha messo insieme tutti: polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di porto-Guardia Costiera, polizia locale, Asl e Ispettorato del lavoro. Le forze dell’ordine hanno prima cinturato il perimetro della struttura commerciale, presidiandone gli ingressi. Avviando controlli a tappeto a carico degli operatori commerciali, sia di generi alimentari che di altri prodotti. Molteplici le irregolarità riscontrate: sono state sospese le licenze di 3 attività commerciali per l’impiego di lavoratori in nero, con sanzioni comminate per circa 28 mila euro. E all’interno della «kasba», tra chi impreca e chi prega Allah a piedi nudi (Il Tempo la scorsa settimana ha documentato che c’è pure chi si toglie le scarpe, stende un telo e si mette a pregare verso La Mecca), la «pesca» maggiore degli agenti è stata fatta proprio nel settore del mercato ittico. Con il sequestro con la distruzione di circa 1.300 chilogrammi di pescato non conforme alla normativa in materia di informazione al consumatore e tracciabilità.
Kasba dell'Esquilino, dopo la nostra inchiesta arriva il maxi blitz
Dopo 11 giorni di inchieste giornalistiche, condotte da Il Tempo senza mezzi «Termini» contro il degrado dell’area che circonda la p...






