Caro direttore,
a proposito del contrasto israelo-palestinese, in una delle tante trasmissioni tv sull'argomento è intervenuto il professor Odifreddi, che ha affermato: «Quando un Paese è occupato ha il diritto di fare una resistenza armata oppure no, nei confronti di coloro che considera occupanti? Io credo effettivamente che Hamas si possa considerare un'ala estrema della Resistenza palestinese nei confronti dell'occupazione israeliana». L'Occidente si è fermamente opposto alla Russia che invade i territori ucraini. Di fronte alla occupazione dei territori palestinesi e alla violazione da parte di Israele della legge internazionale, l'Occidente non ha quasi mai mosso un dito, favorendo così il nascere della Resistenza palestinese, dai primi attentati di Arafat fino a Hamas. Chi fermerà Israele e lo porterà a rispettare la legge internazionale, come si pretende che faccia la Russia?
Natale Trevisan
Caro lettore,
anche le Brigate Rosse si consideravano i nuovi partigiani e parlavano di nuova Resistenza in contrapposizione alla cosiddetta Resistenza tradita. E anche allora, durante gli Anni di piombo, c'erano intellettuali e professori che guardavano a loro con malcelata simpatia o ne giustificavano, almeno sul piano teorico, l'esistenza. È sempre pericoloso piegare la storia alle proprie convinzioni. E, soprattutto, non si può giudicare ogni azione legittima perché si oppone a un'ingiustizia, vera o presunta che sia. Tutti i terroristi si giustificano sostenendo che vogliono riparare un torto. Decisivo però non è il torto in questione, ma le pratiche che si mettono in atto e gli obiettivi finali che si intendono raggiungere. I movimenti di resistenza concentrano la loro attività contro i bersagli militari nemici. I terroristi non fanno differenza, colpiscono civili e militari, considerano il bersaglio un nemico assoluto, la loro finalità è generare terrore e odio nell'avversario perché di questo si alimentano. Hamas non si è mai fatta scrupolo di ammazzare civili, anche palestinesi, e com'è accaduto il 7 ottobre 2023, lo ha fatto con il deliberato obiettivo non solo di dimostrare la propria forza e presenza, ma di scatenare la reazione degli avversari. Quanto agli obiettivi, quelli di un movimento di resistenza dovrebbero essere l'emancipazione di un popolo, la fine di una dittatura e il ripristino di una democrazia, soprattutto la pace in questo caso. Hamas persegue, da statuto, la distruzione non solo dello Stato di Israele ma di tutti gli ebrei, come prevede l'articolo 7 della sua Carta. E la creazione di uno Stato regolato dalla jihad islamica. Cioè nulla di più lontano dalla pace e dall'emancipazione. Per queste ragioni Hamas è un gruppo terrorista e non un movimento di resistenza. E per queste stesse ragioni chi parteggia per Hamas o ne giustifica in qualche modo le azioni e la funzione, non ha in realtà a cuore la pace in Medioriente. Vuole, senza magari avere il coraggio di dirlo apertamente, la distruzione di Israele.







