Il governo dell'Hokkaido, la prefettura più nord del Giappone, ha dato il via libera alla riattivazione del reattore numero 3 della centrale nucleare di Tomari, gestita da Hokkaido Electric Power (Hepco), aprendo la strada a una possibile riduzione delle tariffe elettriche, considerate le più alte del Paese.
L'obiettivo è riavviare l'impianto all'inizio del 2027, con l'impegno di abbassare in media dell'11% le bollette domestiche una volta operativo.
La mossa si inserisce in un contesto nazionale di crescente pressione per garantire un approvvigionamento energetico stabile e prezzi competitivi. A differenza dell'ovest del Paese, l'est - inclusa l'Hokkaido - ha finora faticato a ripristinare la capacità produttiva post-Fukushima, con il risultato di tariffe significativamente più elevate.
Il ritorno al nucleare rappresenta anche una questione strategica per attrarre investimenti industriali, dicono gli analisti. A partire dai progetti di portata nazionale, quali la fabbrica di chip di Rapidus e il mega data center di SoftBank, che spingeranno la domanda di elettricità. Condizione imprescindibile per il riavvio è il completamento di una nuova barriera anti-tsunami, spiega il giornale Yomiuri Shimbun, progettata per resistere alla liquefazione sismica.






