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Nei prossimi mesi riaprirà la centrale nucleare di Kashiwazaki Kariwa, nella provincia di Niigata, sulla costa nordoccidentale del Giappone e a circa 200 chilometri da Tokyo. È la più potente centrale nucleare al mondo e sarà gestita dalla Tokyo Electric Power Company (TEPCO), la stessa società che aveva in gestione l’impianto di Fukushima Daichii, coinvolto nel disastroso incidente del 2011.

La riapertura della centrale è stata autorizzata varie settimane fa dal governatore della provincia di Niigata, Hideyo Hanazumi, su mandato del governo. Lunedì è stata approvata tramite un voto di fiducia dall’assemblea provinciale. L’azienda ci stava lavorando già da tempo. Secondo le informazioni di NHK, la televisione pubblica giapponese, il primo dei sette reattori della centrale dovrebbe essere riattivato il prossimo 20 gennaio, e la centrale potrebbe tornare completamente in funzione entro marzo 2026.

Dopo l’incidente di Fukushima il Giappone chiuse 54 dei suoi reattori nucleari, e finora ne ha riattivati 14. Questo ha costretto il paese a ripensare radicalmente le proprie fonti di approvvigionamento energetico, spingendolo a fare sempre maggiore affidamento su combustibili fossili di importazione. Nel 2024 ha speso l’equivalente di quasi 60 miliardi di euro per importare gas naturale e carbone: è circa un decimo del valore delle importazioni giapponesi, per generare tra il 60 e il 70 per cento dell’energia elettrica.