Un vettore per portare il made in Italy in Cina e nei mercati dell’estremo oriente. Alibaba, il marketplace fondato da Jack Ma, traccia un bilancio della sua attività a supporto delle aziende italiane che nel 2024, secondo edizione del Rapporto SDA Bocconi sul contributo dei mercati digitali del gruppo all’economia europea. Tra il 2022 e il 2024, l’attività abilitata da Alibaba nelle sei principali economie Ue ha generato 38,6 miliardi di Pil, sostenendo nel solo 2024 143mila posti di lavoro, di cui oltre 43mila in Italia tra diretti, indiretti e indotti. In questo quadro, l’Italia nel triennio ha contribuito con 10,4 miliardi di Pil, mentre nel 2024 le aziende italiane hanno venduto in Cina prodotti per un valore di 5,2 miliardi su Taobao e Tmall. Moda, abbigliamento e pelletteria guidano le vendite, pari al 67% del totale, seguite da beauty e chimica (10%). Sul fronte turistico, la piattaforma Fliggy che fa sempre capo al colosso, ha portato un aumento del 61% dei visitatori cinesi in Italia, mentre opportunità crescenti arrivano anche da Lazada, acquisita nel 2016 dalla multinazionale cinese e attiva nel Sud-Est asiatico, un’area da 600 milioni di abitanti. «I marketplace digitali sono un vero motore di crescita per le esportazioni europee - afferma Rodrigo Cipriani Foresio, General manager Alibaba South Europe, che sottolinea la presenza - 400 aziende italiane di circa 1.500 brand italiani attivi» sulle piattaforme del gruppo. Aziende che hanno la libertà di decidere le proprie politiche commerciali e che possono usare i servizi di partner certificati Alibaba ce le supportano nel percorso d’internazionalizzazione.
Così Alibaba supporta l’export delle Pmi italiane
Nel 2024 le aziende italiane hanno venduto in Cina prodotti per un valore di 5,2 miliardi







