L'oro detenuto dalla Banca d'Italia nei suoi forzieri sotterranei e in altri paesi (il 43% è negli Stati Uniti), al centro del dibattito politico per un emendamento alla manovra di Fratelli d'Italia, "è proprietà dell'Istituto" ed "è parte integrante delle sue riserve in virtù del Trattato Ue e dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Bce".
E' quanto si legge nel sito dell'istituto centrale.
Ai valori attuali di mercato, vale 274 miliardi di euro grazie ai fortissimi aumenti di questi anni delle quotazioni. La Banca è istituto di diritto pubblico che opera nel pubblico interesse e la sua indipendenza è garantita da norme Ue e nazionali.
Nel 2019 l'allora governatore Ignazio Visco sottolineò che "nessuno dei partecipanti al capitale di Banca d'Italia (banche, assicurazioni e casse di previdenza) può vantare diritti sulle riserve auree e valutarie dell'Istituto".
L'oro è espressamente incluso nella nozione di "attività di riserva in valuta dalla normativa comunitaria che ha disciplinato il trasferimento di attività della specie dalle Banche centrali alla Bce".













