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Ultimo aggiornamento: 14:56
Mentre Pier Silvio Berlusconi puntualizza, per chi avesse dei dubbi, che l’idea di una patrimoniale non gli piace, la proposta di un’imposta minima europea sui super-ricchi prova a rientrare nell’agenda politica di Bruxelles. La commissione Fisco del Parlamento europeo ha ospitato giovedì un’audizione dedicata all’imposizione sulla grande ricchezza: ospite d’onore l’economista Gabriel Zucman, che ha promosso la proposta di una tassa minima sui miliardari presentata lo scorso anno ai leader del G20. Il suo Osservatorio fiscale europeo ha presentato per l’occasione una nuova analisi commissionata dalla fondazione Friedrich Ebert, che smonta molti luoghi comuni sulle patrimoniali tradizionali e propone un modello diverso, costruito per colpire la ricchezza estrema.
Il punto di partenza del report – “Wealth taxes and high-net-worth individuals in Europe”, firmato da Zucman con Giulia Varaschin e Quentin Parrinello – sono i dati: negli ultimi quarant’anni, la quota di ricchezza detenuta dallo 0,1% più ricco in Europa è salita dall’8,5 all’11%, quasi quattro volte quella del 50% più povero. Questo mentre, secondo le stime di Zucman e altri accademici, le aliquote effettive pagate dai miliardari sono inferiori a quelle della classe media. Da qui la questione politica: come costruire un’imposta che colpisca la ricchezza estrema imparando dagli errori delle vecchie patrimoniali europee?






