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Entro il 2050 i musulmani in Italia saranno più di 5 milioni: "Se votiamo i nostri, controlleremo la politica. Dobbiamo copiare la lobby sionista"
Una sottomissione gentile. È l'immagine che emerge ascoltando Ibrahim Youssef (foto), divulgatore, dottore in Scienze Politiche e Filosofia, attivista, secondo quanto si legge su Fb, dei Giovani Musulmani d'Italia e volontario dell'Islamic Relief Italia, mentre ragiona sul destino politico del Paese nel 2050. L'occasione è il podcast "Strong Beliver", un "progetto di potenziamento personale e crescita spirituale" fondato da Abed Elbakki Rtaib. Il confronto, disponibile su YouTube, è avvenuto subito dopo l'elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York. Il tono, sin dall'inizio, ricorda certe pagine di Houellebecq: la sensazione di un cambiamento che non irrompe, ma filtra, si deposita, modifica gli equilibri senza essere annunciato. Il punto di partenza è un paragone che spiazza: "Pensate al caso dell'Italia: oggi abbiamo dei partiti di destra che, quasi un secolo fa, erano coloro che sterminavano gli ebrei e invece ora promuovono lo Stato d'Israele. Hanno fatto un cambio radicale, enorme". Da qui la domanda che, secondo Youssef, ogni musulmano dovrebbe porsi: quale impatto potrà avere la comunità islamica nel nuovo secolo? "Domande difficili, astratte e teoriche, ma dobbiamo avere questa lungimiranza. La comunità ebraica l'ha avuta".






