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La stretta, inserita nella manovra, mira a contrastare dumping, concorrenza sleale e l’arrivo incontrollato di milioni di micro-spedizioni dalla Cina, mentre l’Europa prepara una riforma comune dei dazi e dei controlli doganali

Il conto alla rovescia per la nuova tassa sulle micro-spedizioni è iniziato. Con gli emendamenti alla legge di bilancio, il governo ha chiarito che il contributo da 2 euro per ogni pacco sotto i 150 euro riguarderà non solo gli acquisti provenienti dall’estero, ma anche le spedizioni in uscita dall’Italia. Una scelta obbligata per evitare che la misura si trasformi in un dazio vero e proprio, che rientrerebbe nelle competenze dell’Unione Europea.

La stretta arriva in un momento delicato: nell’ultimo anno le importazioni dalla Cina sono cresciute dell’11,8%, mentre da mesi le associazioni della moda, da Camera della Moda a Confindustria Moda, chiedono un intervento contro l’arrivo massiccio di pacchi a basso valore che, secondo gli addetti ai lavori, alterano la concorrenza e creano un dumping (una pratica commerciale scorretta) impossibile da sostenere per le imprese italiane.