Le attese erano quelle di una stagione influenzale molto intensa e severa.

E le aspettative sono state rispettate. In anticipo di 3-4 settimane rispetto agli anni passati, la variante K del virus A/H3N2, sta dominando la stagione influenzale di quest’anno. Che, come dimostrano i dati rilasciati dall’Istituto superiore di sanità nell’ultimo rapporto settimanale RespiVirNet, tra il 24 e il 30 novembre l’influenza ha colpito, insieme alle altre infezioni respiratorie, 585 mila italiani, per un totale di 3,3 milioni casi da inizio stagione. Una curva di infezioni che sta crescendo velocemente e che vede tra i più interessati i bambini tra 0 e 4 anni, con 33 casi ogni 1.000 abitanti.

Il virus, pur mutando, anche quest’anno mantiene una firma riconoscibile: febbre improvvisa e alta, sopra i 38°C, brividi, naso chiuso, gola infiammata, occhi arrossati, dolori muscolari, articolari, spossatezza, ma anche problemi intestinali, soprattutto nei più piccoli. Se non trattata adeguatamente, l’infezione da variante K può causare complicazioni, infezioni dell'orecchio e dei seni paranasali, bronchiti e polmoniti. Per quel che concerne i virus circolanti, continua a crescere il peso di quelli influenzali. La variante K non è di per sé particolarmente aggressiva ma ha la capacità di sfuggire all’immunità della popolazione costruita negli anni. La K ha accumulato un numero importante di mutazioni rispetto al ceppo nel vaccino e, essendo un sottogruppo di H3N2 (un virus che nei periodi scorsi ha circolato meno), la popolazione potrebbe avere minore immunità residua. Questo significa che si possono contare più casi in meno tempo.