Non è una sconfitta come le altre. Anzi, ha tutt’altri connotati, per modalità e soprattutto per il riflesso che potrà avere sulla classifica del maxi girone e quindi sulla qualificazione (o meno) agli ottavi. A Lisbona, il Napoli si fa malissimo. Perde, senza appello, resta a quota 7 punti e ora vede complicato pure accedere tra le prime ventiquattro, posizionamento che varrebbe quantomeno la possibilità di giocarsi i playoff. Vince il Benfica di Josè Mourinho, “nemico” sportivo storico di Antonio Conte, soprattutto quando i due sedevano sulle panchine della Premier. Ma quella, è una storia personale. Alla lunga, probabilmente – rispetto a quanto sta capitando in campionato – le assenze, tantissime e pesantissime, si sono fatte sentire. E alle defezioni, si sono aggiunte una serie di prestazioni individuali ben oltre l’insufficienza.
E così, Rios nel primo tempo e Barreiro ad inizio ripresa hanno steso gli azzurri. Nel mezzo, tra le due reti lusitane, il colpo di testa di capitan Di Lorenzo, sul bellissimo cross di Lang, che non è andato troppo lontano dal pareggiare la sfida. Irriconoscibili o “big”, partendo da McTominay (che svirgola di testa il pallone che porta al vantaggio di Rios), passando per Hojlund e Neres, sino a Milinkovic-Savic, sin qui baluardo quasi insuperabile e autore di una prova ampiamente negativa. Conte prova a scuotere i suoi, passando a quattro dietro e inserendo Politano, ma i cambi non sortiscono effetti.







