I risultati della prima indagine Fo.N.Sa.D.

Roma, 10 dic. (askanews) – In Italia è in atto una rivoluzione sanitaria nel campo della digitalizzazione che fa scuola in Europa, ma che ha ancora davanti a sé una strada lunga che richiede la messa a terra di un processo normativo, organizzativo e culturale. Di fronte infatti all’aspettativa degli operatori sanitari che auspicano un maggior utilizzo del digitale, e che pensano che nei prossimi anni sarà parte della pratica clinica, si evidenzia una mancanza di formazione e quindi una impossibilità ad utilizzare le nuove tecnologie. E’ quanto emerge in sintesi da una ricerca presentata al Ministero della Salute e commissionata dal Fo.N.Sa.D., il Forum Nazionale della Salute Digitale.

Mauro Moruzzi, Dipartimento Trasformazione Digitale Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Entriamo nell’era della sanità a distanza e nell’era della sanità virtualizzata, come è successo in tutti i settori industriali. Si lavorerà prima con bit e poi con atomi: gli atomi sono le pillole, gli interventi chirurgici, i bit ci permetteranno veramente di conoscere il corpo umano. Il Fascicolo sanitario elettronico è la grande invenzione che portiamo in Europa, abbiamo fatto un ottimo lavoro negli ultimi tre anni”.