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Ultimo aggiornamento: 13:41
L’industria italiana è alle corde. A ottobre l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito ancora, dell’1% rispetto a settembre e dello 0,3% su base annua. E la media del trimestre agosto-ottobre segna un decremento dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti, stando alle rilevazioni dell’Istat. “Il rimbalzo di settembre era solo un effetto tecnico dovuto al crollo di agosto: nulla ha interrotto la tendenza negativa”, commenta il segretario confederale della Cgil Gino Giove. “La realtà è ben diversa dalla narrazione del governo e del Ministro Urso, che restano assenti“.
“Dato pessimo”, aggiunge Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il ribasso maggiore si registra per i beni di consumo. Ennesima prova del fatto che se le famiglie non hanno soldi, i commercianti non vendono e le imprese non producono”. Il leader M5s Giuseppe Conte dal canto suo chiosa: “Trentaduesimo crollo della produzione industriale su 36 mesi rilevati durante il governo Meloni. Ci vuole talento!. Il presidente del Consiglio non ha niente da dire su questo disastro? Hanno presentato una manovra che – per stessa ammissione del Ministero dell’Economia – ha impatto nullo sulla già misera crescita. Senza i 209 miliardi del Pnrr ora saremmo in recessione“.






