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10 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:35
La Lega insiste sul no a un nuovo invio di armi all’Ucraina e lo scontro interno al governo di Giorgia Meloni si fa sempre più evidente. Martedì sera era stato lo stesso vicepremier e leader del Carroccio a ribadire la posizione: “Io non tolgo soldi alla sanità italiana per fare andare avanti una guerra che è persa“, ha detto Matteo Salvini in un collegamento televisivo a poche ore dall’incontro a Palazzo Chigi tra la premier e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Così mentre Meloni assicura a Kiev che “l’Italia continuerà a fare la sua parte”, la Lega si oppone.
Poche ore dopo scende in campo un altro big del partito, il capogruppo del Carroccio al Senato: “Sarebbe bene, vista la situazione attuale, attendere l’evoluzione delle trattative in corso sul piano di pace Usa così da poter definire un provvedimento pienamente coerente con il percorso diplomatico intrapreso e in grado di includere le garanzie di sicurezza per l’Ucraina che emergeranno dal negoziato internazionale”, ha detto Massimiliano Romeo, interpellato da Affaritaliani. Posizione confermata in un’intervista al Foglio, nella quale Romeo sottolinea che “non c’è alcuna fretta, non vedo ragioni per correre” sul prolungamento per tutto il 2026 degli aiuti militari all’Ucraina: “Continueremo a sostenere Kiev, senza dubbio, ma il ‘come’ diventa ovviamente determinante”, spiega. Capogruppo della Lega che contesta anche il concetto di “pace giusta“, ribadito anche ieri dalla stessa Meloni dopo l’incontro con Zelensky: “Quando ne sento parlare resto sempre un po’ così. È un concetto che non mi convince. Esiste la pace possibile, quella che si può fare. E per questo credo che bisognerebbe ispirarsi di più al pragmatismo“.











