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Alla fine della scorsa settimana l’accordo tra il conglomerato mediatico statunitense Warner Bros. Discovery e Netflix, per l’acquisto della sua divisione dedicata al cinema e al servizio di streaming, era stato definito dai giornali «esclusivo» e «definitivo». Netflix stessa lo ha prontamente e largamente pubblicizzato come un valore aggiunto per spettatori, lavoratori e azionisti. In una mail inviata addirittura a tutti i suoi abbonati, ha dato «il benvenuto» a Warner Bros., dando per certa l’acquisizione ed elencando le proprietà intellettuali comprate.
Ma anche prima che Paramount Skydance presentasse un’offerta di acquisto ostile, l’acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix non era certa. Come diceva la stessa mail inviata agli abbonati, «ci sono ancora diversi passaggi necessari da completare prima della conclusione dell’accordo, tra cui l’approvazione delle autorità di regolamentazione e degli azionisti». Per come si è messa la situazione negli ultimi giorni, la conclusione dell’accordo potrebbe rivelarsi difficoltosa e non scontata.
L’ostacolo principale è rappresentato appunto dall’offerta di acquisto ostile che Paramount Skydance, un’altra enorme multinazionale statunitense che opera nei media, ha presentato lunedì agli azionisti di Warner Bros. Discovery, tentando di compromettere l’accordo con Netflix. Paramount ha valutato al rialzo le azioni di Warner Bros., offrendo complessivamente 108 miliardi di dollari invece degli 83 miliardi di Netflix.














