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L'uomo si trova dal 1 dicembre nel carcere romano ma ha accumulato una lunghissima serie di reati prima che venisse assicurato alla giustizia e ora fino al fine pena non può essere espulso

Commettere una lunga serie di reati, venire espulso dall'Italia ma continuare a viverci e a, oltretutto, a delinquere. Può essere riassunta così la cronologia criminale di un 30enne egiziano, ricostruita dal quotidiano il Tempo, che per due anni ha infranto innumerevoli volte la legge riuscendo, in qualche modo, sempre a farla franca. Almeno fino allo scorso 1 dicembre, quando è stato recluso nel carcere di Rebibbia. Ma, nel frattempo, ha accumulato 7 ordini di espulsione, ovviamente mai rispettati.

L'ultima accusa per lui è estorsione e furto ma dal 2023 a quando è stato assicurato al carcere non si contano le segnalazioni e gli arresti, il primo proprio nel marzo 2023 per mano della Polfer per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale presso la stazione laziale di Lido di Lavinio. Arrestato, dopo 24 ore viene convalidato, e la questura decide per l'espulsione ma l'egiziano non lascia l'Italia. Passano due settimane ed è di nuovo la Polfer ad arrestarlo, conducendolo nel carcere di Viterbo, dove alloggia fino ad aprile 2024. Quando esce viene emesso il secondo decreto di espulsione entro sette giorni, che viene seguito a maggio dalla consegna di "decreti atti a offendere" e da un terzo decreto di espulsione.