Kaya Kallasa, Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, sembra aver già tratto le sue conclusioni riguardo allo scandalo che ha travolto Federica Mogherini e Stefano Sannino. "Vi assicuro che l’integrità e la responsabilità possono solo che migliorare sotto la mia supervisione", è il testo del messaggio inviato ai funzionari del Servizio per l’azione esterna dell’Ue (Seae). Stesso discorso anche per il gruppo liberale di Renew al Parlamento Ue: "Sono indispensabili la piena trasparenza e la responsabilità delle azioni intraprese nell’ambito dei mandati precedenti", hanno scritto in una nota in cui "esprimono preoccupazioni sulle accuse a Mogherini".
Facciamo un passo indietro. L'ex premier estone, fin dal suo insediamento in Ue, aveva effettuato una sorta di "rottamazione" all’interno del Servizio per l’azione esterna dell’Ue, con l’obiettivo di tagliare completamente i ponti con la gestione degli ultimi 10 anni, a trazione mediterranea e socialista. Tra le "vittime" c'era anche Federica Mogherini, che era stata anch'essa Alta rappresentante dal 2014 al 2019, poi sostituita nel lustro successivo dallo spagnolo Josep Borrell. A fare da filo conduttore, l’italiano Stefano Sannino, diplomatico di lungo corso che nell’ultimo quinquennio aveva ricoperto il ruolo di segretario generale. Con l'arrivo della Kallas, però, l'orizzonte si sarebbe spostato sempre più a destra, come si legge sulla Stampa.












