Dopo la laurea alla Cattolica lavora come consulente editoriale. Poi nel 1990 diventa responsabile della Consulta Cattolica della Lega lombarda. Cosa la convinse a fare politica?
«Pensavo che la mia vita sarebbero stati i libri per sempre, manoscritti antichi, in particolare. Ma grandi cambiamenti stavano accadendo in Italia in quegli anni, era la fine degli anni ’80, si profetizzava l’avvento del post politico. E quando arrivò, aveva la faccia della Lega lombarda. Io non ero leghista all’epoca, ma non potevo sopportare che un fenomeno di massa così importante venisse liquidato dai grandi giornali senza capirlo».














