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9 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 18:52

Anche Elly Schlein il 1º giugno 2017 votò sì quando il Parlamento Europeo approvò a larga maggioranza una risoluzione sulla “lotta contro l’antisemitismo” con la quale, al punto 2, si invitavano gli Stati membri ad adottare e ad applicare la definizione di antisemitismo proposta dall’Ihra (Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto). La delegazione dem votò a favore, con il gruppo S&D (contrari Cozzolino e Paolucci, astenuto Panzeri). Si tratta della stessa definizione che è alla base del ddl di Graziano Delrio, che la maggioranza del partito – ovvero la stessa segretaria e il capogruppo dem in Senato, Francesco Boccia – ha chiesto al senatore di ritirare. E a pubblicare le foto del verbale di quella seduta dell’Eurocamera è stato Stefano Ceccanti, costituzionalista, tra gli anti-Schlein più convinti. Tanto per chiarire quanto la questione stia diventando esplosiva nel partito. La definizione di Ihra parla di “una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette verso persone ebree o non ebree e/o alle loro proprietà, verso le istituzioni comunitarie ebraiche e i luoghi di culto”. Estendendo il concetto, sono praticamente proibite tutte le critiche a Israele. La definizione è stata adottata anche dal governo Conte 2, ma non è mai diventata legge. Da notare, però, che né nel 2017, né nel 2020 era in corso il genocidio a Gaza per mano di Netanhyau.