Negli anni Settanta il futuro della cucina era un esercizio di immaginazione. I film portavano sullo schermo bracci meccanici che sfioravano pentole lucenti, piani cottura che si accendevano con un gesto e pasti preparati in sequenze perfette come in una scena sospesa tra “2001 Odissea” nello spazio e le atmosfere cupe di “Blade Runner”. Quelle visioni sembravano lontane.

Oggi, quei sogni visionari, tornano nella loro forma più concreta dentro un supermercato di Düsseldorf, dove un robot cuoco sviluppato dalla tedesca “Circus Se”, azienda specializzata nella robotica, lavora senza sosta tra ingredienti calibrati e cotture controllate al millimetro. Il modello CA1 prepara piatti caldi in autonomia in un supermercato che lo ha integrato nel reparto del fresco come un tassello di un sistema produttivo per eliminare attese e ridurre i margini di errore. La macchina seleziona, dosa, cuoce, impiatta e ripulisce con una regolarità che mantiene il ritmo del flusso dei clienti.

La filosofia

L’amministratore delegato di Circus SE, Nikolas Bullwinkel, ha spiegato la filosofia alla base del progetto con parole nette e già destinate a cambiare la narrazione della cucina automatizzata. “Il nostro obiettivo è l’autonomia, non la semplice automazione. La vera autonomia significa adattarsi alla domanda, ridurre gli sprechi e imparare da ogni piatto preparato”. La frase racconta un cambio di paradigma. La macchina non replica gesti preimpostati. Osserva il proprio lavoro, lo registra e lo corregge. Una linea che spinge il confine della tecnologia verso un modello capace di leggere il tempo e il consumo. Bullwinkel ha anche precisato la posizione nei confronti della cucina tradizionale.