TREVISO - Il fischio assordante dell’allarme antincendio ha rotto il silenzio all’interno della Tower House di via Pisa. E per i residenti, è scattato subito il panico: «Abbiamo paura di un altro incendio e di rimanere fuori per ore», dicono dopo aver lasciato gli appartamenti con le luci accese. Il suono è partito dal 19° piano, da dove a valanga le persone sono scese in strada, incrociando le dita che non si ripetessero le stesse scene di appena due settimane fa, quando l’11° piano era stato avvolto dalle fiamme rendendo inagibili due piani.
Ma ieri sera (6 dicembre), poco dopo le 18.30, si sarebbe trattato di uno scherzo: qualcuno avrebbe infatti rotto il vetrino che protegge il pulsante di allarme, azionandolo. Sul posto, sono giunti subito i vigili del fuoco, questura, polizia locale e carabinieri, appunto. Il danno I pompieri sono saliti fino al piano da cui si propagava il rumore, sistemando la centralina. In basso, invece, i residenti che sono stati evacuati, hanno atteso con impazienza l’esito dei controlli. «Noi abitiamo al decimo piano e siamo subito corsi giù - racconta una famiglia composta da un padre con due figli adolescenti - era tutto tranquillo quando abbiamo sentito il rumore». «Non vogliamo stare fuori tutta la notte - dice invece un’altra residente che al momento dell’allarme si trovava fuori casa con la madre - l’ultima volta siamo stati al freddo ad aspettare. Non può essere successo di nuovo». I più, hanno lo sguardo rivolto alle finestre annerite, resti del precedente incendio che ha provocato danni da 50mila euro, 8 appartamenti fuori uso e intossicato tre carabinieri e due poliziotti il 23 novembre. Allora, le fiamme (vere) si erano propagate di notte, da un appartamento che doveva essere disabitato ma che secondo la pista seguita dagli inquirenti, era in quel momento occupato da alcuni abusivi, che avrebbero usato un cannello in cucina come accendino. Lo scherzo I carabinieri hanno setacciato tutto il piano e ad aver rotto il vetrino dell’allarme, sarebbe stata infatti una persona, che ha poi seminato il panico. «Si sarebbe danneggiata la centralina dell’impianto, un problema tecnico che succede - dice invece l’amministratore del condominio Alessandro Zuin - capita in molte strutture. Siamo già al lavoro per sistemarlo». Un falso allarme, dunque. I residenti hanno potuto rientrare in casa mezz’ora dopo, non rischiando di rimanere fuori per più tempo come la volta precedente, tirando un sospiro di sollievo. «Forse a far scattare l’allarme sono state le stesse persone che poi hanno scagliato delle bottiglie sulle vetrate di alcuni esercizi commerciali in viale della Repubblica - dice il consigliere di FdI in consiglio Davide Acampora - Un episodio che arriva poco tempo dopo dal vero incendio che aveva colpito un appartamento ai piani alti del grattacielo, mettendo in forte apprensione tutto il quartiere».






