Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Hazardous Materials, si stima che ogni settimana gli esseri umani ingeriscano in media 0, 7 grammi di microplastiche. Le microplastiche sono contaminanti ambientali ormai onnipresenti, anche nei luoghi più remoti e incontaminati. Oltre a essere presenti nell’aria, nelle acque superficiali, nei sedimenti e negli alimenti tramite contaminazione. Molti scienziati hanno iniziato a indagare sui rischi a livello umano, scoprendo che nessuna parte del nostro corpo è immune. Le microplastiche possono danneggiare il sistema nervoso, quello respiratorio e quello riproduttivo. Inoltre modificano il microbiota intestinale, inducono uno stato infiammatorio cronico, aumentano il rischio oncologico e alterano la risposta immunitaria. Ma in quali alimenti si trovano queste piccole particelle di plastica? In molti, come pesce, carne, frutta, verdura, sale, miele e acqua, derivanti principalmente dall’inquinamento ambientale, dai processi di lavorazione e dal packaging. L’acqua in bottiglia di plastica purtroppo è uno degli alimenti più ricchi di queste microparticelle. Del tema se ne parla sempre meno e, dopo la pandemia, si è avuto un calo drastico delle campagne internazionali che ha riportato la situazione indietro di almeno una decina d’anni. Anni nei quali le microplastiche hanno continuato ad accumularsi nell’organismo di tutti noi. Cosa si può fare? Cercare di limitare l’uso di questi materiali, preferendo dove possibile altri materiali. Come? Facciamo alcuni esempi. Scegliendo elettrodomestici e utensili in acciaio inox o vetro; riducendo l’uso delle bottiglie d’acqua in plastica; preferendo il tè sfuso: molte bustine sono fatte in nylon alimentare e rilasciano milioni di particelle in acqua bollente; utilizzando taglieri e imballaggi in legno o metallo invece di quelli in plastica; riscaldando i cibi in vetro o ceramica; filtrando l’acqua del rubinetto e limitando infine il consumo di cibi ultra-processati, contaminati a causa del packaging e della lavorazione. Non è facile, ma ognuno di noi, sin da subito può iniziare a dare una mano concreta al pianeta, mettendo in pratica alcune soluzioni quotidiane più o meno semplici, ma di rilevante importanza.