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Ultimo aggiornamento: 11:46 del 7 Dicembre
La vigilia della Prima della Scala arriva con un dato che fa discutere: gli infortuni legati alla danza sono aumentati del 22,5% negli ultimi quattro anni. Il botta e risposta tra chi invita a non allarmarsi e chi chiede più prevenzione si è riacceso alla luce della ricerca pubblicata dalla National Athletic Trainers’ Association, proprio mentre a Milano i ballerini si preparano all’appuntamento più atteso dell’anno. Il traumatologo Riccardo Accetta, che ha seguito molte delle stelle del teatro milanese, invita alla prudenza: “I ballerini sono tra i più sottoposti a stress muscolari”, spiega, indicando stretching, rafforzamento muscolare mirato e laserterapia tra gli strumenti più efficaci per ridurre il rischio.
La danza è da sempre considerata una disciplina completa: migliora tono muscolare, postura, coordinazione e contribuisce alla salute delle ossa. Ma la sua intensità, soprattutto ai livelli professionali, comporta carichi notevoli. La ricerca americana segnala che i distretti più colpiti sono ginocchia, caviglie e piedi, mentre gli infortuni più comuni restano distorsioni e fratture. La distinzione di genere non è irrilevante: gli uomini risultano più esposti a problemi a schiena e braccia, spesso a causa dei sollevamenti. Un quadro che trova conferma anche nella storia recente dei grandi protagonisti della Scala: dall’étoile Roberto Bolle, fermato da un problema alla schiena dopo una caduta, alla costola infortunata di Marta Romagna, passando per il ginocchio di Claudio Coviello e l’anca che costrinse Svetlana Zakharova a interrompere gli spettacoli.






