Nei prossimi anni quei 10 milioni tra lavoratori e aspiranti tali che sono alle prese in maniera più o meno strutturale con la ricerca e selezione di un lavoro dovranno fare i conti con gli agenti di intelligenza artificiale che si occuperanno di recruiting. Saranno loro a setacciare i curriculum e a creare la rosa di candidati che poi verrà coinvolta nei colloqui svolti direttamente dai capi del personale. E’ un po quello che fa Claire, il primo agente Ai creato dalla tech company milanese nCore HR, fondata nel 2019 da Enrico Ariotti e Aldo Toja, che si occupa di soluzioni digitali per la gestione del personale.
Il percorso dell’agente Ai
L’agente Ai è stato pensato in maniera verticale proprio per compiere tutto il processo di selezione fino al colloquio con il manager delle risorse umane. Claire “parla” innanzitutto con il datore di lavoro e raccoglie tutte le informazioni necessarie per elaborare l’annuncio più efficace, offrendo anche suggerimenti su come perfezionarlo. Successivamente Claire pubblica l’annuncio sulle principali piattaforme di lavoro e, in parallelo, avvia una ricerca proattiva, analizzando milioni di dati relativi ai potenziali candidati. Quindi l’agente Claire non si limita ad analizzare i curriculum che sono stati ricevuti, ma contatta direttamente i profili allineati con la ricerca, fornisce loro tutte le informazioni sulla posizione e gli aggiornamenti costanti sul processo di selezione tramite e-mail e messaggi. Offre feedback e somministra test e analisi per valutare le soft skill e le motivazioni, aggiornando in tempo reale il team delle risorse umane dell’azienda che può affinare così la ricerca. Una volta creata la rosa di candidature, Claire organizza i colloqui video: a quel punto ha esaurito il suo compito e può lasciare che sia direttamente il manager hr dell’azienda a incontrare i candidati .







