Sono 139 in Italia i lavoratori di Woolrich che si trovano di fronte a un bivio. Dopo l’acquisizione della società da parte di BasicNet – gruppo torinese, proprietario dei marchi Kappa, K-Way e Superga, e da gennaio anche di Sundek – l’azienda ha chiesto ai dipendenti dalle sedi di Bologna e Milano, di trasferirsi a Torino: «Si giustificiano con un semplice: “Non sono ipotizzabili scelte alternative”, è un licenziamento mascherato», spiega Roberto Brambilla della Filcams Cgil. Secondo quanto sostenuto dai rappresentanti dei lavoratori, l’acquisizione si è conclusa a inizio dicembre senza che le organizzazioni sindacali fossero state coinvolte preventivamente. Il gruppo ha acquisito tramite la controllata TOW il marchio Woolrich per l'Europa e il 100% di Woolrich Europe S.p.A. in un'operazione da 90 milioni di euro, rilevando una società che conta 229 dipendenti, di cui 9 dirigenti, 22 quadri e 198 impiegati. I lavoratori coinvolti Quelli a rischio, oggi, sarebbero in particolare i lavoratori del terziario: amministrativi, marketing, risorse umane. Secondo il piano comunicato dall'azienda fino a oggi, tutto il personale operante nelle sedi di Bologna e Milano, circa 109 dipendenti, dovrà trasferirsi nel capoluogo piemontese. I 30 addetti della sede milanese dovrebbero spostarsi negli uffici già di proprietà del gruppo BasicNet, mentre i 90 dipendenti dei negozi continueranno a lavorare nei rispettivi punti vendita. BasicNet giustifica la scelta sostenendo che «non sono ipotizzabili scelte alternative», che oltre a gravare sui costi aziendali risulterebbero incompatibili con l'impostazione organizzativa necessaria per garantire la continuità e la crescita del marchio.
Woolrich, 139 lavoratori a rischio a Bologna e Milano: “Costretti a trasferirci a Torino”
L’azienda: «Incontreremo i dipendenti per garantire Naspi e tutele». I sindacati: «Non c’è dialogo, per noi è un licenziamento mascherato»






