Rovesciò due flaconi di acido muriatico addosso alla ex, aggredendola all'interno del salone da parrucchiera della donna, ma per il giudice non si trattò di un tentativo di deformazione o sfregio permanente del viso. Il liquido utilizzato, contenente acido cloridrico al 6,5%, era "inidoneo" a provocare "in concreto" il danno, perché nel locale era "possibile risciacquare immediatamente la cute colpita senza attendere i circa 15 minuti necessari per la cristallizzazione della lesione". Lo si legge nelle motivazioni della sentenza emessa lo scorso 12 novembre a Verbania, con condanna a tre anni per l'uomo che il 28 dicembre dello scorso anno aggredì la ex.

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di Federico Gottardo

La donna "sebbene attinta dal liquido sui capelli, sul collo e sul viso, anche grazie all'immediato abbondante risciacquo (...) non ha riportato danni cicatriziali o profondi sull'epidermide" scrive il gup Mauro D'Urso. Per il giudice questo "porta a un diverso inquadramento giuridico" del fatto, collocando l'accaduto "al di fuori dei confini" del reato di tentata deformazione dell'aspetto, benché "in nulla si indulga rispetto alla gravità della condotta delittuosa" dell'uomo.