(di Mariella Spaziano) Guardando da lontano Colli a Volturno è quasi impossibile, almeno per chi ha già spento diverse candeline, non canticchiare 'Che sarà' di Jimmy Fontana.
Senza voler spodestare Cortona, città toscana che pare abbia ispirato il testo, ma il grazioso borgo di 1.300 anime in provincia di Isernia, parafrasando la canzone, sta sulla collina e sembra un borgo addormentato.
Ma da lontano, appunto.
Percorrendo infatti la Statale 158 si arriva direttamente in centro e si scopre l'altra faccia di Colli a Volturno, quella della 'Piccola Parigi' del Molise che è il secondo nome del paese. Parigi che riecheggia nei neon delle insegne di molti negozi e caffè. Ma per le festività natalizie brilla anche una riproduzione in scala, di 11 metri di altezza, del monumento simbolo de la Ville Lumière.
Davanti al municipio brilla il simbolo della capitale francese acceso insieme con tutte le altre luminarie installate dall'amministrazione comunale. Un allestimento che incuriosisce ed è già diventato set di numerosi selfie. Ma dove nasce il fil rouge tra Parigi e Colli a Volturno? "Il legame tra Parigi e Colli al Volturno - spiega all'ANSA il sindaco del paese Emilio Incollingo - nasce da premesse che troviamo tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, ma si consolida grazie a Charles de Gaulle".






