Il 10 dicembre si avvicina inesorabilmente. Da quel giorno, in Australia, gli account (di molti) social attivati da minori di sedici anni dovranno smettere di funzionare: questo stabilisce l’Online Safety Amendment Act (OSA),una legge approvata nel 2024 con l’obiettivo di “proteggere i minori”.

Cosa prevede davvero la nuova legge australiana

L’OSA sembrerebbe un provvedimento rivoluzionario, basato su un approccio che non scende a compromessi e che mette le piattaforme con le spalle al muro: rispettare la legge nazionale anche se si opera da altre giurisdizioni, oppure pagare sanzioni (relativamente) pesanti. Tuttavia, come sempre quando si parla di legge, il diavolo è nei dettagli.

Innanzi tutto, gli account sottoposti alla legge non necessariamente dovranno essere cancellati perché insinuandosi fra le pieghe delle norme è possibile interpretarle in modo da sospenderli per poi riattivarli una volta raggiunta l’età fissata dall’OSA per l’utilizzo di quelle piattaforme. Quindi le piattaforme devono attendere pazientemente la scadenza dell’embargo sull’età e poi ricominciare a profilare e “orientare” i propri utenti—citando Modugno— “come prima, più di prima”.

Le zone franche del divieto: dove i minori possono comunque entrare