Un capo a cavallo che domina la scena, due sentinelle armate, una brigantessa. È la raffigurazione in terracotta di un assalto lungo le strade del Mezzogiorno realizzata intorno al 1860 dall'artista siciliano Giacomo Morretta. Il gruppo scultoreo dei "Briganti", recuperato dai depositi della Reggia di Caserta, è esposto per tutto il periodo natalizio nella Sala Ellittica del Presepe di Corte.

L'opera, prodotta a Caltagirone, è modellata con dettagli minuziosi e conserva le impronte di due cani perduti. Reca il monogramma "GM" e ogni elemento presenta sotto la base un sistema di numerazione che consentiva di separare e ricollocare i singoli pezzi.

Il brigantaggio affonda le radici nel Seicento, quando bande armate sfidarono il controllo dello Stato Pontificio. Nell'Ottocento il fenomeno assume caratteri diversi: il brigantaggio postunitario nasce dall'instabilità seguita all'unificazione e dal malcontento delle popolazioni rurali, deluse dalla mancata distribuzione delle terre e colpite dalla povertà. Per molti pastori e contadini i briganti divennero figure di resistenza alle ingiustizie, mentre per i proprietari e il governo sabaudo rappresentavano una minaccia. Dopo la sconfitta borbonica sul Volturno e la resa di Gaeta, numerosi ex soldati confluirono nelle bande armate. La repressione che seguì trasformò il Mezzogiorno in un territorio lacerato tra ordine imposto e disperazione sociale.