«È una escalation inquietante, che segna il superamento di ogni limite e alza il livello di violenza. Abbiamo assistito ad aggressioni organizzate portate avanti con determinazione assoluta e che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare». Il sindacato di Polizia è categorico. Dall’altra parte, dal corteo dei metalmeccanici, si alza il grido “Noi vogliamo solo lavorare”. Le scene di ieri però sono state da guerriglia urbana, con il corteo dei sindacati che ha puntato dritto alla Prefettura di Genova. Dopo un lancio di petardi e uova contro le forze dell’ordine, squadre d’assalto hanno iniziato il lavoro per abbattere, con tiranti d’acciaio e macchinari tecnici portati sul posto, le protezioni messe dalla polizia e aprirsi un varco verso il palazzo del governo.

Era stato tutto annunciato del resto. «Se necessario, ci picchieremo con gli agenti, così poi saranno affari del governo giustificare le botte agli operai che lottano per difendere il posto di lavoro. Noi non abbiamo paura». Così la Fiom genovese aveva presentato la manifestazione di ieri, rivelando una strategia tesa a cercare l’incidente in piazza. Hanno avuto paura invece gli abitanti di Cornigliano, il quartiere genovese che ospita l’impianto siderurgico.