Parigi, Francia – Smarter, faster, everywhere. Letteralmente “più intelligente, più veloce, ovunque”: questo è lo slogan che ha aperto AI-Pulse, conferenza dedicata all’intelligenza artificiale in Europa tenutasi nella capitale francese, il 4 dicembre. L’intelligenza artificiale è oggi entrata a far parte della vita quotidiana delle persone. La sua presenza è visibile in casa, tramite assistenti vocali e elettrodomestici smart, nel telefono, con chat intelligenti, app di traduzione o suggerimenti, in strada, grazie a navigatori sempre più precisi, e infine negli uffici, tramite l’automazione delle attività più meccaniche o ripetitive, sistemi di selezione del personale e di organizzazione del lavoro. Nata tra gli anni Ottanta e Novanta, l’intelligenza artificiale si è sviluppata negli anni 2000 ed è entrata veramente a far parte del quotidiano delle persone negli ultimi anni.Intelligenza artificiale versus pianeta TerraSul palco principale, Aude Durand, vice amministratore delegato di Iliad, ha sottolineato la necessità di incrementare e migliorare le prestazioni dell’AI, ora che questa è ovunque: “È il cambiamento maggiore a cui abbiamo assistito. L’intelligenza artificiale non è più relegata agli schermi, ma è entrata nelle nostre case e nei nostri uffici. Insomma, nella nostra vita”.Un’evoluzione rapida che non accenna a fermarsi. Ma quali sono i costi di questo sviluppo lampo? L’intelligenza artificiale, infatti, non si presenta più come uno strumento in grado di migliorare ogni settore della nostra vita. In particolare, i dubbi più grandi sono legati all'ecologia. I modelli di AI più famosi, come ChatGPT o Google Gemini, si basano infatti sullo sfruttamento di grandi quantità di acqua ed energia. Alcuni dati della Banca centrale europea mostrano per esempio che l’intelligenza artificiale ha bisogno di dieci volte il fabbisogno energetico rispetto a una semplice ricerca su Google. Ma l’intelligenza artificiale, oltre a consumare molta energia, “beve” anche molta acqua: uno studio dell’università della California ha mostrato per esempio che fare tra le 5 e le 50 domande a ChatGPT equivale a consumare mezzo litro d’acqua nel data center di Microsoft nell’Iowa.GreenPT, è possibile un'AI al servizio della natura?Proprio i data center, le strutture fisiche che ospitano i server dell’AI, sono al centro del (grande) impatto ecologico. L’olandese Robert Keus, preoccupato di questo impatto, ha deciso di fondatore GreenPT, un chatbot che mira a rendere l’AI più sostenibile. “I nostri competitors sanno farlo, potrebbero farlo”, dice Keus, “ma non vogliono”.“In questo momento è come se guidassimo una Ferrari per andare a fare la spesa”, dice l'amministratore delegato olandese, sostenendo che i data center e i modelli utilizzati dall’AI oggi sono troppo grandi e troppo performativi (quindi impattanti a livello ambientale) per l’uso che ne fa la maggior parte degli utenti. “La sostenibilità di GreenPT inizia dal ridimensionamento delle infrastrutture”, continua, “passa per i modelli che utilizziamo e finisce con l’educazione degli utenti stessi”.Robert Keus e il suo collega Cas Burggraaf cercano quindi di scegliere data center che utilizzino meno elettricità e meno acqua o che siano situati in zone a minore vulnerabilità ambientale. L’attenzione passa poi ai modelli. “Quello che cerchiamo di fare è fornire ai nostri utenti modelli più piccoli per determinate attività che sono più efficienti dal punto di vista energetico”, spiega ancora Keus. “E lo stesso vale per l'hardware. Il processo non è perfetto, ma ci stiamo evolvendo”.L'anello finale siamo noiL’ultimo anello della catena della sostenibilità voluto da GreenPT passa per l’utente stesso. “Cerchiamo di rendere l’utente sempre più consapevole”, spiega il fondatore. Tendenzialmente infatti, gran parte dell’energia e dell’acqua usate dall’AI potrebbero essere risparmiate con un miglior prompt, cioè con richieste più specifiche e chiare fatte dall’utente stesso, in modo che il tool possa lavorare meglio la richiesta. “Quindi, se aiutiamo l'utente a definire meglio la domanda all'origine, saranno necessari meno tentativi per arrivare alla risposta voluta”, spiega Keus. “È qualcosa su cui stiamo lavorando attualmente, perché in questo modo l'utente sarà più soddisfatto e saranno necessari meno tentativi, il che è un grande vantaggio non solo per la sostenibilità, ma per tutti”.
AI-Pulse, a Parigi ci si interroga su come rendere l'intelligenza artificiale più adatta ai nostri utilizzi
Più intelligente, più veloce, ovunque: AI-pulse, conferenza dedicata all’intelligenza artificiale europea, delinea chiaramente i suoi obiettivi. Ma qual è l’impatto ambientale di tale scelta?







