L'intelligenza artificiale non è più nel lontano futuro, ma nella vita di tutti i giorni, incidendo sulla produttività aziendale, sull'automazione dei processi e sulla gestione operativa, e contribuendo all'efficienza e all'innovazione dei modelli di business.
Di questo si è parlato oggi, nella Fiera del Levante di Bari, durante l'incontro 'Dal prompt al post: IA e digitale al servizio delle Pmi', organizzato da Fondazione mondo digitale, Camera di commercio di Bari e Pid - Punto impresa digitale, con l'obiettivo di fornire alle imprese strumenti concreti per affrontare la trasformazione digitale.
"Se opporsi al cambiamento è pressoché impossibile - ha detto Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di commercio barese - governarlo diventa indispensabile.
È fondamentale che anche le Pmi possano accedere a strumenti semplici ma efficaci per valorizzare la propria storia e competere con successo sul mercato".
Dall'analisi realizzata da Unioncamere e Dintec sulla base dei dati dell'Osservatorio punti impresa digitale delle Camere di commercio, emerge una timida crescita nell'uso dell'intelligenza artificiale da parte delle aziende: in Italia, nel 2024, solo l'11,4 % delle imprese ha adottato soluzioni basate sull'intelligenza artificiale, in crescita rispetto al 5,7 % del 2021. La gran parte di queste realtà opera soprattutto nel settore dei servizi (75,2%), manifatturiero e commercio (10% circa), agricoltura e le altre industrie (meno del 3% delle imprese). Nel frattempo, fra il 2025 e il 2027, proprio l'intelligenza artificiale rappresenterà un investimento per il 18,9% delle imprese.






