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Ultimo aggiornamento: 8:07

Sei milioni e mezzo di aiuti pubblici, anche dalla Regione Puglia, alla società fondata dall’ex assessore regionale e amministrata dall’imprenditore, entrambi indagati per corruzione. Si chiama Eka la società di cui era socio e fondatore il golden boy di Emiliano, l’ex assessore Alessandro Delli Noci, dimesso dopo l’inchiesta della procura di Lecce che lo vede indagato per corruzione insieme a Maurizio Laforgia, che di Eka era amministratore fino allo scoppio dell’inchiesta giudiziaria, in cui i magistrati salentini contestano trattamenti di favore a imprenditori amici in cambio di assunzioni, finanziamenti e cene elettorali. Nell’inchiesta leccese, va detto, Eka non è in alcun modo coinvolta ma i protagonisti sono gli stessi: se davvero c’è stata una lobby che ha condizionato le scelte del Comune di Lecce e della Regione Puglia, come sostengono i pm, e se sono vere le affermazioni intercettate di Laforgia in cui diceva “tengo al guinzaglio Delli Noci”, le premesse sarebbero nate da quello spin-off universitario poi generosamente beneficiato da fondi pubblici.

Riassunto delle puntate precedenti: nel 2010, sotto il rettorato di Domenico Laforgia, l’Università del Salento diede vita a numerosi spin-off, società che servono a commercializzare i risultati della ricerca scientifica. Tra i circa 30 spin-off costituiti, uno si chiama Eka e ha come amministratore il figlio dell’allora rettore, Maurizio Laforgia, e come socio Alessandro Delli Noci, che all’epoca era un attivista di belle speranze saldamente collocato a destra. L’Università del Salento sostiene la loro iniziativa: fa da incubatore d’impresa e in cambio ha diritto a una quota del 10% del capitale sociale. L’oggetto sociale è vago: Eka si occupa di “consulenza organizzativa, tecnologica e sistemistica per la realizzazione di procedure aziendali e sistemi informativi volti alla creazione di metodologie e/o prodotti software innovativi”. Negli anni a seguire storia imprenditoriale e politica si intrecciano. Nel 2012 Alessandro Delli Noci diventa assessore nella giunta di centrodestra di Lecce e nel 2018 vende le sue quote di Eka a un consigliere comunale di area (e vecchio amico), Cristian Filieri. Una mossa opportunistica, stando a una intercettazione di Maurizio Laforgia agli atti dell’inchiesta per corruzione (“per opportunità politica lo abbiamo fatto uscire appena ha preso l’attività politica però di fatto in un modo o nell’altro lui c’è sempre”). Quando non viene candidato a sindaco dal centrodestra, si converte al centrosinistra e si prepara al gran salto in Regione diventando il golden boy dell’emilianesimo.