I particolari a mamma Ursula non sono mai sfuggiti. Il primo campanello d’allarme durante una visita pediatrica, quando alla sua terzogenita Gaia, a soli 3 anni, è stato diagnosticato il Tumore di Wilms. Pochi anni dopo, si è accorta che la piccola aveva un anomalo gonfiore alla gamba destra. Elementi che, come in una caccia al tesoro, hanno condotto la famiglia alla diagnosi finale: Gaia è affetta dalla sindrome di Beckwith-Wiedemann, che colpisce un neonato ogni 13mila. Una diagnosi che fa paura, di fronte alla quale l’unica speranza è rappresentata dalla ricerca.

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Ricerca a cui contribuisce anche Telethon, che dal 13 dicembre torna con la consueta maratona sulle reti Rai e con la vendita dei “cuori di cioccolato” in 4.500 piazze italiane nel weekend del 20 e 21 dicembre. L’incubo di Gaia, che vive in provincia di Roma, è cominciato a tre anni, quando è stata sottoposta a un intervento per l'asportazione di una parte di un rene e a diversi cicli chemioterapici. Le cure per sconfiggere il Tumore di Wilms sono terminate il 23 maggio 2019: «Dico sempre che quella data è il suo secondo compleanno», ha commentato Ursula. A distanza di un anno, però, la mamma si è accorta che la gamba destra della bambina era più gonfia dell'altra. Sono così ricominciate le visite, come tappe di un viaggio, diventato di volta in volta, un continuo punto di partenza e mai un traguardo. Il tumore di Wilms, l'iperaccrescimento dell'arto destro, la rapida perdita di peso: elementi che hanno spinto la famiglia a indagare a fondo e a scoprire che Gaia è affetta dalla Sindrome di Beckwith-Wiedemann.