L’ammiraglio Cavo Dragone dice che bisognerà “attaccare preventivamente” la Russia. Putin risponde “noi non vogliamo fare la guerra all’Europa ma se l’Europa lo volesse noi siamo pronti”. Perché tutti i media, soprattutto italiani, scrivono che “Putin vuole fare la guerra all’Europa”? Chi difende Dragone dice che si riferiva agli attacchi cibernetici e dei droni negli aeroporti danesi e tedesco. E se quei droni fossero stati pilotati da losche manine europee o americane per spaventare l’opinione pubblica e pilotare anche quella verso le politiche di guerra? Io ho molta più paura di questi leader europei, dell’olandese Rutte e della stampa asservita, che di Putin.
Luigi Coran
Caro lettore,
lei afferma di temere più l’Europa e l’Occidente che Putin. Non è una posizione nuova né particolarmente originale. Per decenni, almeno fino al 1989, in molti ci hanno spiegato che avevano buone ragioni per preferire e fidarsi più della Russia, (allora si chiamava anche Unione Sovietica), che dell’Europa e del perfido Occidente capitalista. La gran parte di loro ha poi dovuto ricredersi di fronte alle dure repliche della storia e il modello di società in cui avevano riposto tanta fiducia e tanti sogni è andato in frantumi. Lasciando all’umanità la memoria di milioni di morti e di una tragica illusione collettiva. Oggi ci risiamo. Rispetto ad allora manca il collante dell’ideologia comunista, ma restano lo derive anti-occidentali e anti-americane a rendere convinti molti che l’autocrazia di Putin sia preferibile e più credibile della losca Europa e dei non meno loschi Stati Uniti. È una narrazione, quella filo putiana, che ignora la realtà. O la piega ai suoi interessi, alimentando il rancore anti-occidentale. Proviamo a pensarci. C’è un dittatore che dal Cremlino ha ordinato l’invasione di una nazione confinante, che ha piegato per questo il sistema produttivo del suo Paese alle esigenze dell’industria bellica, che ha mandato a morire al fronte centinaia di migliaia di giovani, ma per gli ammiratori di Putin, non c’è nulla da fare: i signori della guerra, quelli che dobbiamo temere davvero e di cui non dobbiamo fidarci proprio, stanno altrove: in Europa, alla Nato, a Washington. Sono gli stessi che strepitano contro la presunta “stampa asservita” in Italia e in Europa, ma chiudono gli occhi su un sistema totalitario, quello russo, che ha cancellato ogni forma di dissenso, messo a tacere qualsiasi fonte di informazione non rigidamente allineata al regime, salvo alimentare la disinformazione su scala mondiale. I vecchi comunisti almeno erano sostenuti dall’ideale marxista-leninista e dall’illusione collettivista. I putiniani odierni non hanno neppure questa attenuante. Speriamo solo che si ricredano più in fretta di quanto è accaduto ai seguaci del “sol dell’avvenir”.











