"La Russia non ha intenzione di combattere con l'Europa, ma se l'Europa inizierà, saremo subito pronti": il presidente russo Vladimir Putin lo ha detto dopo le dichiarazioni fatte dal capo del comitato militare della Nato, l'ammiraglio Cavo Dragone. Quest'ultimo, in particolare, intervistato dal Finacial Times aveva spiegato: "Stiamo studiando tutto… Sulla cybersicurezza, siamo un po' reattivi. Essere più aggressivi, o essere proattivi invece che reattivi, è una cosa a cui stiamo pensando". Chiaro riferimento agli attacchi informatici che i Paesi Nato (soprattutto europei) hanno subito negli ultimi anni, spesso riconducibili proprio alla Russia, anche se in modo indiretto.
Oggi il presidente russo ha risposto a quelle parole e non solo. Ha anche puntato il dito contro l'Europa sostenendo che "sta ostacolando il processo di pace di Trump, è a questo che mirano tutte le sue proposte". E ancora: "I paesi europei si sono ritirati da questo processo di pace in primo luogo. E in secondo luogo, vedendo che non apprezzano i risultati di ciò che sta accadendo oggi, hanno iniziato a ostacolare sia l'attuale amministrazione statunitense sia il presidente Trump nel raggiungere la pace attraverso i negoziati. A loro volta hanno abbandonato i negoziati di pace e stanno ostacolando il presidente Trump".











