La prima e ultima intervista rilasciata dello stilista in qualità di direttore creativo di Versace, qualche giorno prima della notizia, a sorpresa, della sua uscita dalla maison
di Serena Tibaldi
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Quando si dice le sliding doors. Su Repubblica del 5 dicembre la sezione moda avrebbe dovuto essere aperta da un’intervista in esclusiva a Dario Vitale, la prima rilasciata dallo stilista a un quotidiano italiano in qualità di direttore creativo di Versace. Come si sa, le cose sono andate molto diversamente: il gruppo Prada, che ha acquisito il brand martedì due dicembre, nel pomeriggio del 4 ha annunciato a sorpresa l’uscita del designer. L’intervista, realizzata solo 5 giorni fa, resta così una sorta di “what if”, di cosa avrebbe potuto essere se le cose fossero andate diversamente.
“Nella moda tanti amano lamentarsi. Invocare un cambiamento che non arriva mai. Dovevo scegliere se essere come loro o cercare di fare qualcosa: ho preferito agire”. Dario Vitale – salernitano di 42 anni, a lungo brand director di Miu Miu sotto Miuccia Prada – spiega così l'approccio scelto quando, lo scorso marzo, è diventato direttore creativo di Versace lasciando subito il segno: la sua prima sfilata, lo scorso settembre alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, ha monopolizzato i social media, tra lodi e polemiche per il suo stile e, a detta di alcuni, inaspettato per la maison. Questi sono giorni di grandi cambiamenti per il marchio: martedì scorso, il gruppo Prada ha perfezionato la sua acquisizione avviata poco dopo l'arrivo di Vitale. Un ribaltone che lo stilista naviga con calma olimpica: al momento è concentrato sulla sua prima uscita ‘pubblica’ il 7 dicembre per l'inaugurazione della stagione operistica della Scala. Presenzierà insieme a un gruppo di ospiti eterogeneo. Tra loro Mahmood, la top model transgender Alex Consani e la cantautrice giapponese Rina Sawayama.






