Finisce in otto mesi e una collezione, l'era dello stilista campano alla guida della maison dopo Donatella Versace
di Arianna Galati
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Dario Vitale lascia la direzione creativa di Versace. Ultima tappa dopo appena otto mesi ufficiali e una sola collezione rilasciata, a chiudere in anticipo l’esperienza di uno dei più promettenti designer italiani alla guida di un brand storico. Con un record di rapidità che ricorda e sminuzza l'era (due anni) di Sabato de Sarno da Gucci, ricomincia il canto delle poltrone delle maison, se era mai finito. Restano le domande, molte, sul perché di questa decisione, ma per ora lo stilista e la maison non hanno dato spiegazioni esaustive. Elusive, sì: l’annuncio dell’uscita di Dario Vitale da Versace è stato confermato dalla casa della medusa a WWD, che aveva chiesto lumi sulla improvvisa assenza operativa dello stilista, notoriamente iper-presente, dagli uffici del brand, negli ultimi giorni. Data stabilita per l’uscita il prossimo 12 dicembre, riporta BoF, e un secco “mutual decision”, una decisione congiunta di ambo le parti. Il tutto in un periodo cruciale per Versace a livello finanziario, con il completamento definitivo dell’acquisizione da parte del Gruppo Prada, e la semi-ufficialità sulla nuova presidenza, affidata a Lorenzo Bertelli. Dettaglio non irrilevante, Dario Vitale si è formato lavorando per anni all’ufficio stile e immagine di Miu Miu quale braccio destro di Miuccia Prada nella costola del marchio principale. A Repubblica l’Ad del Gruppo Andrea Guerra aveva raccontato del tentativo di trattenere Vitale tra le fila di Miu Miu quando gli era stato proposto Versace, poi la decisione di lasciarlo libero di seguire la sua strada.






