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Ultimo aggiornamento: 7:05
Che il decreto Infrastrutture del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, approvato lo scorso anno, non avrebbe portato niente di nuovo e nessun riordino nel comparto autostradale, era facile da immaginarsi. La plastica dimostrazione sta nel dossier dell’A22. Il Mit era stato costretto a sospendere le procedure di gara per il rinnovo della concessione dell’Autobrennero fino il 30 novembre scorso. Poi, sorprendentemente, sono state riaperte le procedure per 5 (cinque) giorni in fretta e furia con un decreto del MIT.
Il bando era stato sospeso dallo stesso Ministero in attesa del pronunciamento della Corte di giustizia europea sul diritto di prelazione. Questione che aveva spinto la concessionaria controllata dal Ministero dell’Economia (Aspi ex Benetton) a presentare un ricorso alla Corte ritenendo illegittimo e troppo favorevole all’attuale concessionario il diritto di prelazione contenuto nel bando di gara. Bando di gara presentato dall’attuale concessionario in project financing da 10 miliardi dalla società Autostrade del Brennero Spa.
L’autostrada A22 Modena-Brennero (Autobrennero), estesa per un totale di 300 km, gestisce la concessione in regime di proroga dal 2014. L’Aspi, che partecipa alla gara, aveva ritirato il suo ricorso contro il bando che riserva il diritto di prelazione a favore del promotore cioè Autobrennero. Se a giugno, il Ministero di Salvini aveva deciso di sospendere la gara in attesa del pronunciamento della Corte Ue, perché poi ha deciso di riavviare la procedura di gara senza conoscere il responso? La risposta si può ritrovare nella lettera datata 7 novembre scorso di Autobrennero inviata al MIT.






