RAVENNA - Tre indagati per truffa e abusivismo finanziario. Una persona che finisce in carcere e due – professionisti ravennati – ai domiciliari, con braccialetto elettronico. E’ l’esito delle indagini della Guardia di Finanza di Ravenna svolte sotto la direzione della Procura della Repubblica, scattate anche a seguito di articoli di giornale che raccontavano di presunte truffe messe a segno dai professionisti ravennati: quest’ultimi, infatti, proponevano ai propri clienti soluzioni finanziarie destinate alla realizzazione di progetti di investimento con il conseguimento di elevate rendite finanziarie in Romania.

La Finanza ha ascoltato diverse vittime e perquisito i locali del centro di elaborazione dati che i due gestivano. E’ emerso così, riferisce la Finanza, che il gruppo, “approfittando della fiducia che molti dei clienti (alcuni peraltro in situazione di crisi finanziaria o che avevano perso la casa durante l’alluvione) o dei risparmiatori riponevano nei professionisti, sono riusciti ad ottenere fraudolentemente cospicue somme di denaro”.

Alle vittime veniva proposta, per esempio, la possibilità di ottenere ingenti profitti sotto forma di finanziamenti a “fondo perduto” erogati da soggetti terzi, che potevano essere conseguiti a seguito dell’apertura di società estere e della presentazione di progetti imprenditoriali da realizzare attraverso quest’ultime. In altri casi, l’investimento veniva descritto come un’operazione di finanza strutturata finalizzata ad ottenere dei profitti elevatissimi tramite “algoritmi” e mediante sistemi di circolazione del denaro attraverso più Paesi al mondo, prima del ritorno dei capitali in Italia.