TREVISO - Sfruttavano le condizioni di precarietà e incertezza finanziaria, ad esempio di chi aveva perso la casa durante l'alluvione in Romagna, per proporre investimenti all'estero ad alto rendimento, in realtà fasulli. Con questa accusa un imprenditore di Silea, 69 anni, è finito in carcere mentre altre due persone, di Ravenna, sono ai domiciliari con braccialetto elettronico. Sono almeno 60 le persone raggirate, secondo le indagini della guardia di finanza.

I tre sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Ravenna su richiesta del gip. Il 69enne trevigiano ha precedenti per reati simili. Dovranno rispondere di truffa e abusivismo finanziario in relazione a investimenti ad alto rendimento per oltre 100 milioni. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati proventi illeciti per circa un milione di euro.

Le indagini sono partite da un centro elaborazioni dati che si occupava di adempimenti fiscali. Per l'accusa i due professionisti ravennati proponevano ai clienti soluzioni finanziarie per progetti di investimento con presunte rendite elevate in Romania. Durante le indagini del nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ravenna sono stati il centro di elaborazione dati e le abitazioni degli indagati. Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali è emerso come gli indagati, approfittando della fiducia dei clienti fossero riusciti a ottenere grossi guadagni.