Il gruppo Intesa Sanpaolo potenzia il Fondo sanitario integrativo di gruppo che offre coperture per 240mila persone, comprendendo i dipendenti, i loro familiari e i pensionati. La banca ha siglato un accordo con i sindacati, Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin che, dal prossimo primo gennaio, aumenta le quote di contribuzione di azienda e lavoratori per mettere in sicurezza e garantire la sostenibilità del Fondo nel tempo e per migliorare le prestazioni, legandole sempre più a un contesto sociale dove si assiste al progressivo invecchiamento della popolazione e all’arretramento delle prestazioni sanitarie pubbliche. Così tra le previsioni c’è l’estensione della polizza Ltc (long term care) a tutte le iscritte e gli iscritti, maggiorenni e assicurabili, con l’impegno a cercare meccanismi diversi per tutelare anche coloro che al momento risultano non assicurabili. In totale si parla di circa 200mila persone e di una copertura di circa 1.600 euro mensili a rendita, che scatta nel momento di accertata non autosufficienza. Inoltre è stata prevista la possibilità di mantenere l’iscrizione al fondo sanitario per figlie e figli del personale in servizio che usciranno dal nucleo familiare e il mantenimento dell’iscrizione al fondo per il personale che dovesse essere oggetto di operazioni di cessione extra gruppo. Secondo l’accordo raggiunto sarà anche possibile, nel caso di richiesta dell’iscritto o dell’iscritta, far decadere la qualifica di familiare beneficiario, dopo un provvedimento di allontanamento disposto dall’Autorità Giudiziaria in caso di disagio o violenza familiare.